Violenza di genere

Vivi o conosci qualcuno che vive una situazione violenta o di sfruttamento? Anche in questa fase di isolamento e spostamenti limitati, ci sono vie d’uscita dalla violenza e dallo sfruttamento. Chiama o scrivi per chiedere aiuto e ricevere protezione, in modo anonimo e con la massima confidenzialità.

Numero gratuito, 1522 (chiamate e messaggi whatsapp) attivo 24h, in 5 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo) per tutte le persone che subiscono o hanno subito violenza.

Numero gratuito 800290290, attivo 24h, specifico per le persone vittime di tratta e sfruttamento.

Esiste anche una App – YouPol

LA TRATTA DI PERSONE È UNA GRAVE VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI


SE HAI VISSUTO O VIVI UNA SITUAZIONE DI SFRUTTAMENTO PUOI ESSERE AIUTATO

CHIAMA IL 800290290
Gratuito – Anonimo – Attivo 24h

In Italia esistono dei servizi che offrono protezione e assistenza alle persone che hanno vissuto o vivono situazioni di sfruttamento. Questi servizi offrono protezione mediante alloggio in case segrete, assistenza sanitaria e legale e un aiuto per favorire la tua permanenza qui in Italia, se lo desideri. Ti proporranno di entrare in uno speciale programma di assistenza con specifiche regole che loro ti spiegheranno.
Puoi rivolgerti a queste persone anche solo per un’informazione, per conoscere meglio i loro servizi o per chiedere un aiuto immediato. Il servizio è gratuito e anonimo.

Se vivi una di queste situazioni puoi:

  • Ricevere informazioni sulle leggi e sulle forme di assistenza a cui hai diritto
  • Ricevere l’assistenza medica di cui necessiti
  • Ricevere accoglienza in un luogo protetto se temi per la tua sicurezza
  • Chiedere di rimanere in Italia proseguendo la tua domanda di protezione internazionale o chiedendo un altro tipo di permesso di soggiorno
  • Chiedere di tornare nel tuo paese di origine in modo protetto attraverso un progetto di rientro volontario e assistito.

“Mi sono fidata di quella donna che mi ha promesso di farmi venire in
Italia per cambiare la mia vita. Adesso, dopo un viaggio terribile, mi
trovo qui, costretta a prostituirmi per pagare un debito”.
J.R., 22 anni
“Ho affrontato un lungo viaggio perché mio padre aveva deciso che sarei dovuto venire in Europa per aiutare la mia famiglia. Adesso lavoro 10 ore al giorno, tutti i giorni della settimana senza mai riposarmi, vivo nello stesso posto dove lavoro e ho ancora un debito da saldare per il mio viaggio con la persona che mi ha trovato lavoro qui in Italia”.
M.H. 18 anni
“Mi hanno convinto a partire dicendomi che qui avrei trovato una vita
migliore e adesso vivo per strada chiedendo soldi e dando una parte
di quello che guadagno a chi mi ha fatto arrivare”.
G.S., 20 anni

Presidenza del Consiglio dei Ministri / Ministero dell’Interno / Unhcr

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